1月18日
IMPRECAZIONI
Bene bene..su sollecitazione della carissima Errore..eccomi qui ad elencare i CINQUE MOMENTI IMPRECATIVI più frequenti nella mia vita..
NB: Se qualcuno è moralmente sensibile a questo tipo di cose (BESTEMMIE) è pregato di non leggere. Scrivendo queste cose non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma ritengo che ognuno nella propria vita possa fare quello che vuole...e si dà il caso che io purtroppo sia nel girone dei bestemmiatori. E ALLORA??
Bene, si comincia..
1
Beh, è un po' il mio stile di vita, il buon sano e rilassante "VAFFANCULO". Diciamo che è una parola che mi accompagna durante la giornata e si affaccia alla mia bocca nei momenti di lieve incazzo, di malumore o di sottile irritazione. La pronuncia varia a seconda delle'entità del nervoso, da un tono fievole e compassato a un bel V A F F A N C U L O scandito in ogni sua lettera. In momenti di incazzo medio può essere riutilizzato preceduto da una buona bestemmia, che aggiunge un po' di colore all'imprecazione (es: ma dio can...VAFFANCULO!!).
2
Saliamo di livello..i Classici! Io sono un ragazzo fondamentalmente all'antica e avendo poco tempo libero in genere utilizzo bestemmie già ben collaudate per esprimere le mie emozioni negative al meglio. Il gusto lasciato da un "porco dio", un "dioccan" e un "dai...porca madonna!" è davvero gentile e sottile al palato. Neanche un paglione rilassa cosi tanto, ma solo se questi intercalare vengono usati al momento giusto e magari accompagnati da qualche gesto visivo, quale può essere stringersi le spalle (come per dire: "eh..dioccan, cosa ci posso fare?") o allargare le mani con aria stupita (del genere: "allora sei stupido dio porco").
3
Le invenzioni. Ogni tanto nelle vita bisogna sperimentare e quindi capita che in momenti di medio alto nervoso (e magari in compagnia, in modo che gli amici possano ridere dello sfogo altrui) escano delle frasi complesse che esplicano una spiacevole condizione di Cristo, in genere ben scandite in modo da enfatizzare il senso della cosa. Esempi possono essere un "dioscalzo nella valle dei chiodi", un "diocieco nella stanza degli spigoli" e un "dionudo nella casa dei froci". Se il momento è topico e l'incazzo memorabile possono uscire articolazioni delle frasi precedenti, che tendono a peggiorare la già non rosea condizione di dio.
4
La raffica. Ci sono momenti nella vita in cui purtroppo capitano le cose peggiori: segni la macchina (magari appena fatta riparare), per l'ennesima volta devi subire il ritardo altrui (ingiustificato), mentre facevi una cosa in fretta per rimediare a un marone fai un'altro disastro o devi rifare 5 piani di scale perchè hai dimenticato le chiavi. E' proprio in questi attimi che la bestemmia prende il sopravvento sulla lingua italiana, scartando a prescindere ogni frase di senso compiuto, rimpiazzandola con una sequela infinita di improperi. La regola è semplice, basta associare a dio ogni genere di oggetto o aggettivo, possibilmente in modo da infangare il suo nome. Tipo: "ma dio cane ladro porco dio (questa vale doppia) bastardo negro inculatopi cieco rottinculo stronzo bastardo figlio di una troia vacca merdosa stronza puttana zoppa..dio can!". Il segreto è non prendere fiato tra l'una e l'altra parola dando alla frase una connotazione ancora + enfatica.
5
Il DIO CAN
E' sempre utile, è paragonabile al nero nella moda, va su tutto. O come alla figa, piace perchè è un taglio classico. E' un po' l'ancora di salvezza in ogni situazione, soprattutto nei momenti critici, per esempio quando la gente si ASPETTA una tua bestemmia. Con il DIO CAN sei al sicuro, nessuno avrà mai nulla da ridire, anzi, se enfatizzata sà ancora strappare sorrisi e battute.
Io ho chiesto ai miei amici di regalarmene uno nuovo per il compleanno, perchè il mio a furia di usarlo si è strappato negli angoli ed è un po' logoro.